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Taurianova, “Rione Zaccheria”, terzo millennio, quella maledetta voragine abbandonata dall’indifferenza Da due mesi si vive in una condizione disastrata non più accettabile né più giustificabile

Taurianova, “Rione Zaccheria”, terzo millennio, quella maledetta voragine abbandonata dall’indifferenza Da due mesi si vive in una condizione disastrata non più accettabile né più giustificabile
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Tanta cara mi è la Zaccheria che mai avrei pensato di dover intervenire in merito a qualcosa che dovrebbe essere tutelato perché patrimonio dell’umanità e a breve “Unesco”. Un Rione di immensa tradizione storica e culturale, ridotto a uno scenario dopo un bombardamento aereo. Eppure in quel tratto della via Francesco Sofia Alessio impreziosito dagli abitanti che negli anni hanno formato generazioni di civiltà e di esempi di accoglienza, si ritrovano a dover combattere ogni giorno con un rischio qual è l’incolumità fisica.
Quella Zaccheria che è stata d’esempio all’accoglienza dei “diversi”. Pensiamo all’espansione del nuovo Rione Sant’Orsola (nome ispirato alla nota e secolare fiera degli animali), dove gli stessi li abbiamo fatti sentire come appartenenti alla Zaccheria, senza mai fargli pesare il loro stato di “migranti rionali”. Pensiamo a quanti hanno usufruito delle condizioni culturali e scolastiche di quel Rione e quanti adesso sono all’apice delle loro carriere. Per non parlare delle attività di svago, dei locali commerciali, del miglior pane che mai era stato prodotto nella storia, il primo “juke box” che accoglieva molti ragazzi di altri rioni della città i migliori arancini e tanto altro ancora. In quella zona del Rione del Sant’Orsola, venivano gli zingari, accampati all’ex “campetto di mammola”. Vendevano le loro cianfrusaglie in ferro e poi a integrarsi con tutti nel bar del Rione e accolti come esseri umani degni di dando prova di accoglienza calorosa e sociale. C’era il povero Carlo che con le sue pecore, sedeva su uno di quei tronchi in legno con un libretto rosso dove appuntava le frasi. Il Rione ha una tradizione di umiltà che ancora mantiene, rispetto al contesto amministrativo in cui viviamo. Perché crediamo fermamente a quel 2 giugno 1946 fedeli alla libertà della Repubblica contro ogni monarca. L’umiltà è un valore imprescindibile che insieme alla “sofisticazione” della semplicità, fa parte di quello che nel Rione Zaccheria, menzionando Renard, Il mio “rione” è là dove passano le nuvole più belle.
Siamo nel 2019, terzo millennio, si festeggia per una strada (giustamente) che dopo oltre quarant’anni diventa una realtà urbana degna di un paese civile. È stata una vittoria, seppur in tanti l’hanno sminuita, ma un passo importante ha lasciato il segno anche nel sorriso dei residenti tanto che hanno festeggiato per l’evento di questa benedetta “Tiberio Condello”.
Ma quella è una strada interna, la Francesco Sofia Alessio, no! Quella voragine che adesso da due mesi è lì, ferma abbandonata, sotto l’evidente incuria che rappresenta una pericolosità per tutti quelli che percorrono quel tratto, è inaccettabile. Dalle foto si evidenzia come l’indifferenza regna sovrana in questa città, come se nessuno si accorgesse che quelle transenne sono abbandonate a se stesse. Guardate che sopportare la questione della strada e dei lavori che dovrebbero essere fatti, potrebbero avere una tolleranza per i problemi che il Comune sta affrontando nella carenza di operai, ma i pericoli hanno bisogno di prevenzione. E quella voragine dev’essere messa in sicurezza perché molti hanno rischiato di farsi male, molto male. Lì passano automobili perché quella strada collega altri paesi, passano scolari, passano anziani, è percorsa da grossi camion. Tra qualche giorno ci sarà un via vai di gente in occasione della commemorazione dei defunti perché saranno chiuse delle strade e diverrà una via percorribile obbligata. Al di là di quanto potrebbe essere una condizione campanilistica, la situazione è inaccettabile ed è vergognosa al contempo l’indifferenza. Perché di indifferenza si muore e si distruggono uomini e civiltà.

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