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Taurianova, tra non molto le elezioni del consiglio comunale nel delicato momento per la città La riflessione del sociologo Mimmo Petullà

Taurianova, tra non molto le elezioni del consiglio comunale nel delicato momento per la città La riflessione del sociologo Mimmo Petullà
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A Taurianova, tra non molto, si svolgeranno le elezioni per il rinnovo del consiglio comunale. Esse si presentano – nonostante una certa sottovalutazione della portata – come un delicato punto di snodo della vita democratica della città. Dall’orizzonte delle attese affiorano infatti nodi antichi e difficili da sciogliere, a partire dalla ricostruzione di un tessuto sociale che sembra essersi ormai dissolto, tra l’altro a motivo di azioni che non raramente sono state pensate e programmate come il prodotto di una visione dall’alto. Si avverte anche per questo motivo l’esigenza di ripensare e di rafforzare il significato che assume il concetto di partecipazione democratica, individuando nuove finalità e modalità del suo esercizio, nel tentativo di favorire le forme di una più attiva cittadinanza. Un ruolo non meno importante si lascia individuare nel riconoscimento e nella valorizzazione delle risorse intellettuali e professionali, che impone di puntare in maniera più creativa sulle indubbie e innumerevoli potenzialità espresse dalla città. Appare al contempo indispensabile predisporre una mappatura territoriale dei vecchi e nuovi bisogni, nel prospettico sviluppo di un più ampio sistema di welfare, adatto a tenere conto degli effetti socio – economici determinati dalla pandemia. Si tratta solo di alcune problematiche, che ovviamente rimandano all’idea centrale e urgente del rilancio del dialogo tra i partiti, chiamati a rioccupare la scena pubblica con l’utilizzo di un linguaggio positivo e generativo, volto a superare talune persistenti linee di divisione che attraversano l’organizzazione della loro esperienza politica. E’ in ogni modo da auspicare possa irrompere maggiormente e a ogni livello la dimensione femminile, capace di creare nuovi sguardi e d’ispirare e mobilitare nuove risorse. All’appuntamento che si profila in questo complesso quadro situazionale non può mancare l’associazionismo – nella sua espressione laica e cattolica – che sin da ora deve cogliere l’occasione per analizzare e problematizzare, formulando valutazioni critiche e prendendo posizioni aperte rispetto a quanto accade. A questo proposito sembra opportuno ricordare – ancora una volta – che la cultura associativa non è tenuta a rinunciare alla discussione intorno ai temi della politica locale, in modo particolare durante le complesse fasi di transizione. D’altra parte è da considerare ormai come ritualistico e inopportuno – se non intollerabile – il repertorio promozionale di qualunque evento che si presentasse scollato dalle questioni fondamentali della vita sociale, nonché lontano dalla rivendicazione di ruoli istituzionali e decisionali. Alle molteplici reti associative è per tutto ciò richiesto di assumere un atteggiamento corresponsabile e radicato nella realtà della città, programmando tra l’altro incontri sistematici che favoriscano la presenza di cittadini e di partiti, per discutere ed elaborare soluzioni sull’impatto che i programmi elettorali possano determinare sul destino della comunità. E’ anche quest’agire associativo a costituire la condizione essenziale dello sviluppo di un vero e proprio impegno civico, nel quale identificarsi e riconoscersi profondamente. Se la sua modalità e i suoi significati dovessero essere omessi – come nella buona sostanza è stato fatto fino a ora – si nullificherebbe ulteriormente la logica che sta alla base del rapporto tra esperienza associativa, partecipazione alla vita della propria collettività e qualità della democrazia.

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