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Taurianova, un consiglio comunale, all’acqua non potabile di rose, croci e (in)delizie Turpiloqui, “outing istituzionali”, dichiarazioni amorose, “pagliacci” e caccole al vento

Taurianova, un consiglio comunale, all’acqua non potabile di rose, croci e (in)delizie Turpiloqui, “outing istituzionali”, dichiarazioni amorose, “pagliacci” e caccole al vento
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“Faccia di bronzo”, “Faccia tosta”, “Schiaffeggiatore”, “Pagliacci”, “Ma come cazzo fate a farvi prendere per il culo”, “bruciori di culo”, “La legge del sindaco non è uguale per tutti”. E l’elenco potrebbe essere ancora più assortito. Vi chiederete se queste parole siano state dette in qualche bettola di Caracas? E invece no, sono alcune degli interventi di contorno nell’ultimo consiglio comunale di Taurianova. Un solo punto all’ordine del giorno ha combinato tutti questi “Spracelli”. Tant’è che Daniele Prestileo prendendo la parole due volte, ha dichiarato che non è stato lui, non c’entra, giura di non aver fatto nulla e quel giorno si trovava altrove.
Le mamme non le hanno nominate fortunatamente, mancava solo che si sputasse per terra e qualche rutto occasionale perché le indagini morfologiche nasali alla ricerca di caccole per essere poi “applicate” sotto il banco ci sono stati. Oltre ai dubbi sull’utilizzo di deretani per presunti bruciori, ma su questo punto sorvoliamo in quanto ignoriamo la condizione in essere.
A onor del vero ci sono state anche delle dolci note che hanno quasi intenerito il cuore come l’outing del presidente del consiglio comunale Fausto Siclari che ha spiazzato un po’ tutti, sia consiglieri che il poco pubblico presente. Una vera e propria dichiarazione d’amore al sindaco Fabio Scionti e il suo “innamoramento” che forse in questi anni, vuoi la timidezza, vuoi la condizione sociologica che ancora è malpensante, se l’è tenuto dentro come un segreto quasi inconfessabile, ma che ieri spinto dalla passione l’ha dichiarato con una veemenza impetuosa. “Mi sono innamorato del miglior sindaco che Taurianova potesse aspirare”. Silenzio e rispetto!
Noi siamo innamorati di Salvatore Lofaro, il dipendente comunale molte volte menzionato per via di una telefonata inerente alla delibera che doveva essere approvata, in quanto la sua mancata ratifica in Consiglio avrebbe messo a rischio la stabilizzazione degli ex Lsu/Lpu.
Un Consiglio Comunale che definirlo “squalificante” è un eufemismo, intriso di rancori, rabbia e odio che con la politica non c’entrano nulla. Sfide all’ultimo insulto, l’ennesima richiesta di mozione di sfiducia per il presidente Fausto Siclari. Il teatrino tra Biasi e Siclari, dove il primo asserisce che quest’ultimo è incompatibile, Siclari lo sfida a dimostrarlo. Una sfida all’ok Corral. Poi c’è Lazzaro che sostiene la sempre la solita sfiducia per questioni giudiziari impari di considerazione, solite diatribe che alla fine non portano mai a nulla. Aria fritta e rifritta. Allora, per amore di verità, sfiduciare il presidente del consiglio comunale significa avere i due terzi del civico consesso, nei fatti 11 consiglieri, ci sono? Se sì, potrebbe adottarsi, altrimenti sarà sempre una perdita di tempo. A questo punto dopo l’outing di Siclari, occorre anche stare attenti a presunte discriminazioni nei suoi riguardi in quanto non vorremmo ritrovarci in un caso di “omosiclarifobia” da Scionti. Nulla contro si intende, anche io ho amici interisti, ma ciò non vuol dire che gli faccio pesare la loro condizione di essere tali.
Noi stimiamo Salvatore Lofaro e come se lo stimiamo. Tutti quanti stimiamo Salvatore Lofaro.
Come sempre la maggioranza si incarta su se stessa e ancora una volta pecca nella scontata comunicazione. Non siamo perfetti né inossidabili, bastava semplicemente dire le cose come stanno. Cazzo, e oro lo scriviamo noi, avete uno “Staff” a 19 mila euro annui, bastava scrivere due righe ancor prima della riunione dei capigruppo. Noi vogliamo bene a Salvatore Lofaro e lo stimiamo.
Bastava dire che c’era stata una “leggerezza”, un errore nel non trasmettere quella delibera sulle partecipate ratificata dal consiglio entro il 30 settembre. Con semplicità e umiltà (per Scionti dalla Treccani, “distacco da ogni forma di orgoglio e sicurezza eccessivi di sé”), che andava approvata altrimenti tale questione era sanzionatoria per la stabilizzazione dei 18 ex Lsu/Lpu. Un vincolo legislativo di routine che andava fatto. Il sindaco Fabio Scionti, bastava smettere i panni di Caligola per qualche minuto e avrebbe evitato tutta questa bagarre. Dire le cose come stanno con umiltà, è così difficile? Tutti possiamo sbagliare e tutti possiamo rimediare. Siamo uomini (alcuni “caporali”), ma generalmente uomini pensanti, così come la composizione del consiglio comunale i quali sfido chiunque prima di ieri, dall’inizio dell’adunanza, sapessero qualcosa.
Ma il consiglio comunale di ieri ha sancito un presunto assioma ed è che la maggioranza resta fedele a Scionti, chi ha fatto peripezie e presunte illazioni di farlo rovesciare, si è adeguato alla dura legge delle “braghe abbassate”. Fabio Scionti finirà il mandato nella primavera del 2021 perché nessuno mai lo farà cadere dal suo trono, nemmeno Nino la Trottola che ieri (come ben si vede dalla foto), ha alzato con onore e orgoglio la sua mano come un vessillo.
Tale condizione spero possa servire anche ai detrattori da social, anche perché, ci chiediamo, ma una volta che cadrà Scionti, rovesciato da Nino la Trottola (che non lo farà mai a prescindere), voi tutti, cosa ne prendete? Cosa guadagnate se dovesse arrivare un commissario prefettizio? Guardate che non ci sono premi per tali questioni anzi, abbiamo avuto molteplici penalizzazioni. E ricordo anche chi giova per il loro arrivo, speriamo che quei tempi siano oramai un lontano ricordo.
Chi scrive ha un’enorme “simpatia” sin dall’inizio per il sindaco di Taurianova, ancora oggi, dopo quattro anni sento più dolore immaginario io ai cabbasisi di quanto ne senta Tafazzi flagellandosi.

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