Taurianova, una maggioranza di volpi in un cul de sac | ApprodoNews
Image Image Image Image Image Image Image Image Image Image
Torna su

Torna su

 
 

Taurianova, una maggioranza di volpi in un cul de sac Grimilde con la mela sopra il letto di Procuste…

Taurianova, una maggioranza di volpi in un cul de sac Grimilde con la mela sopra il letto di Procuste…
Testo-
Testo+
Commenta
Stampa

Prefazione “Il contadino e il serpente intirizzito” di Esopo
“Un contadino, durante la stagione invernale, trovato un serpente intirizzito dal freddo, ne ebbe compassione: dunque lo raccolse e se lo pose in seno. Ma quello, così riscaldato, com’ebbe ripreso il suo istinto naturale, morse il proprio benefattore e lo uccise. E questo, in punto di morte, esclamò: Me lo sono meritato, dal momento che ho avuto pietà di un malvagio”. Questa favola ci insegna che la natura delle persone non può cambiare, anche se ricevono i più grandi benefici.

La votazione della surroga che avrebbe consentito l’ingresso in Consiglio dell’ex vicesindaco Patrizio al posto del dimissionario Romeo, seppur come “atto dovuto”, aveva un finale già scritto. Ma ce l’aveva già prima che fosse convocato il primo consiglio di questa “soap opera” che lascia strascichi di riflessione, i quali mi auguro siano da beneficio all’attuale maggioranza, o meglio, a Fabio Scionti, in quanto padre, padrone e “sultano”, e tutti zitti e “muti” con o senza volpe. Ma con il cul de sac, insieme al “letto” di Procuste con annesso brigante (mitologico), in attesa di un Teseo che cerchi di limitare i danni e salvare il salvabile per i due anni rimasti.
Fabio Scionti, a mio avviso troppo tardi, ha fatto un (inutile) appello pubblico alle responsabilità dei consiglieri di minoranza affinché votassero la surroga. Ovviamente respinto ancor prima che lui lo scrivesse, ma credo che il sindaco sapesse già l’esito: “Perché l’altrui misura ciascun dal proprio core, confonde il nostro errore la colpa e la virtù”. Ma in quell’appello come si poteva pretendere di essere credibile e convincente? Specie quando scrive, “Tanto, anche al fine di scongiurare l’altrimenti conseguente aggravio di spesa per le casse comunali, oltre che per evitare la veicolazione di un’immagine distorta e poco gratificante per l’intero panorama politico-amministrativo locale”. Adesso si ricorda sulla condizione delle “casse comunali”? C’è il baratro del dissesto (che poteva essere evitato con gli accorgimenti suggeriti dalla Corte dei Conti, molte volte ribadito in questa rubrica), con tre commissari ad acta, ci sono due debiti gravanti sulle spese attive di circa 800 mila euro per sentenze passate in giudicato da saldare a privati, e quindi con altri due commissari ad acta per le “ottemperanze”. Dove invece di ricorrere per la sentenza prima che passasse in giudicato si ricorre contro un altro atto dovuto qual è l’ottemperanza del Commissario ad acta (sic!). Ovviamente il ricorso si è perso a si sono aggiunti altri 1.200 euro di spese (che molto probabilmente pagherà di tasca propria il sindaco, come atto morale per il bene delle casse comunali). E ci si preoccupa per un altro commissario ad acta che dovrebbe adottare un potere sostitutivo? Si parla di “aggravio” quando in pieno dissesto finanziario, si tengono 38 mila euro dello Staff che ancora non si comprende quale utilità ha? E questo taglia di netto ogni lezione morale da parte di tutta la maggioranza, per ogni pulpito di ogni singolo componente.
La colpa se la surroga non è stata possibile è tua caro sindaco perché a te sono venuti a mancare quattro consiglieri di maggioranza (Versace, Lazzaro, Morabito e Romeo) e quella “stampella esente ticket” come Sposato. C’è una Sindrome di Procuste che va curata e debellata, oppure Prestileo, Lazzaro, Morabito e Sposato sono una combriccola di bugiardi cazzari quando scrivono note stampa (mai smentite), sulla loro diaspora? Questa tornata elettorale ha sete di verità e solo Scionti può svelarla per uscirne a testa alta. Perché Grimilde e Procuste non potranno mai convivere insieme, da una parte c’è il letto del martirio e dall’altra una mela avvelenata.
A questa maggioranza manca l’umiltà, la diplomazia, l’essenza politica del dialogo, mancano i politici (ma quelli veri, tranne qualcuno). Troppi silenzi hanno contraddistinto questi tre anni e mezzo di amministrazione, troppi passaggi sbagliati fatti sull’orlo del baratro. C’è carenza di autocritica. Due esempi per tutti, gli affidamenti professionali per i tecnici e gli avvocati. Come diavolo si fa a dare a soli tecnici di fuori degli incarichi e asserendo pubblicamente che il MePA è obbligatorio, quando non è così perché lo dice un Codice. E addirittura asserire pure che un tecnico dovrebbe avere una “specializzazione in vulnerabilità sismica”, quando non è così perché basta solo l’iscrizione all’Albo professionale. O no “Marchese” Ingegnere Scionti? Poi sugli incarichi legali, la “discriminazione” stravagante, “senior” e “junior”, possibile che non ci si renda conto che facendo così, si mortificano i professionisti taurianovesi? Ma è pure il silenzio del resto della maggioranza che lascia basiti, tralasciando il “Percegridismo Dissenterico” che crea solo disagi, sciagure e distruzione.
Quest’amministrazione doveva sancire il cambiamento di rotta dopo due scioglimenti consecutivi per infiltrazione mafiosa. Doveva rivoluzionare il modo di fare politica attraverso il dialogo e la cooperazione con la minoranza almeno per metà consiliatura, e poi ognuno rientrava nelle proprie posizioni. Personalmente ci avevo creduto e l’ho votato. Ma si è cercato il conflitto, hanno prevalso in entrambe le parti gli odi, i rancori, le vendette che non avevano nulla a che vedere con il bene di questa città disgraziata. Oggi si ritrovano l’uno contro l’altro, con un atto dovuto spacciato per battaglia politica contro una maggioranza fatta di “sveltine” e civici consessi mattutini con il motto, “io so io e voi non siete un cazzo”. Con motivazioni stravaganti di impossibilità di surrogare che non c’azzeccano nulla, ma con la fortuna di essere in dissesto perché non c’è l’obbligatorietà di approvare un “bilancio di previsione” entro il 31 marzo, e quindi per effetto della mancata surroga, i seri presupposti di uno scioglimento del Consiglio per mancata approvazione del bilancio. Ma con l’impedimento dopo tale data dell’esercizio provvisorio perché impossibile a deliberare. Questi sono gli argomenti seri da trattare. E a dire il vero uno sguardo all’art. 141 del Tuel, glielo darei.
Ma soprattutto con alternative che “avvelenano i pozzi”, pronti a prendersi quel potere di un rudere chiamato Taurianova. Ed a proposito di “immagine distorta e poco gratificante”, quale immagine è quella di un numero nove (di centrodestra), un “viandante cimiteriale” che nella sua risoluzione provvisoria di portatore di acqua cimiteriale c’è l’essenza metaforica del suo ruolo. Porta acqua, come nei loculi così al suo mulino, con una maggioranza di (pseudo) centrosinistra, lui, il forzista in pectore Nino il Moro. L’uomo del centrodestra che trae benefici per le future elezioni regionali da una coalizione avversaria perché parte indispensabile. Essendo l’unico che la città conosce, soprattutto per il faccione da selfie, per la “manutenzione c’è” e per la coppia “Myfield e Trinidad”.
Ora, detto ciò, ma di che cosa vogliamo ancora parlare?

Partecipa alla discussione