“Teatro Rendano declassato con amministrazione Occhiuto” | ApprodoNews
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“Teatro Rendano declassato con amministrazione Occhiuto” Lo dichiarano Alessandro Melicchio, Michele Nitti e Bianca Laura Granato del M5s

“Teatro Rendano declassato con amministrazione Occhiuto” Lo dichiarano Alessandro Melicchio, Michele Nitti e Bianca Laura Granato del M5s
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COSENZA – “Il Rendano, riconosciuto teatro di tradizione per la qualificata attività culturale e artistica svolta e per il particolare impulso alle locali tradizioni artistiche e musicali fin dal 1967, è stato declassato in questi ultimi anni, proprio durante l’amministrazione Occhiuto”. Intervengono nuovamente Alessandro Melicchio e Bianca Laura Granato parlamentari calabresi in Commissione Cultura rispettivamente di Camera e Senato, insieme a Michele Nitti deputato pugliese del M5S, maestro del Conservatorio di Lecce, considerato uno dei più talentuosi direttori d’orchestra italiani della sua generazione, per chiarire la vicenda del teatro di Cosenza, dopo aver consultato i Decreti Ministeriali inerenti. “Non si può mentire ai cittadini – sottolineano i pentastellati – e il Sindaco di Cosenza pecca per lo meno di trasparenza sulla questione del declassamento e della scomparsa della stagione lirica 2018 al Rendano.

Il palco del teatro di Cosenza ha ospitato spettacoli indimenticabili, in passato, rappresentando un punto di riferimento per le attività culturali, per la provincia cosentina e per l’intera regione, con una specifica vocazione operistica. Le notizie che abbiamo ricevuto dal Ministero ci dicono che nel 2015 Cosenza aveva ricevuto ben 160 mila euro, in quanto teatro di tradizione, poi più nulla negli anni successivi fino al 2018 quando, perso il titolo che gli avrebbe fatto ricevere una somma decisamente più alta, è stato inserito all’interno dei teatri lirici ordinari ottenendo un finanziamento dal FUS di 78.000 euro. Questo Governo, poi, ha aggiunto altri soldi e nel decreto n.2262 del 17 dicembre 2018 venivano assegnati a Cosenza 88.960 euro”.

I parlamentari del M5S Melicchio, Granato e Nitti spiegano poi le conseguenze: “Il declassamento da teatro di tradizione a teatro lirico ordinario e la successiva scomparsa della stagione lirica al Rendano per l’anno 2018, due fallimenti certificati, significheranno una consistente diminuzione sui fondi da richiedere per il futuro. A pagarne le spese, oltre ad una grande fetta di cittadini che ama l’Opera e che, forse, non potrà più vedere gli spettacoli di un tempo, quando i cartelloni non si fermavano a due titoli soltanto, saranno anche gli artisti e le tantissime maestranze. E’ riconosciuta, infatti, la fervida vivacità culturale dei professionisti calabresi e non solo, testimoniata dalle tante proposte arrivate alla programmazione. Il Sindaco Occhiuto fin dal suo primo mandato si è gloriato dell’Orchestra Sinfonica del Teatro Rendano, ad esempio, mentre abbiamo letto in un recentissimo articolo, dalle parole del vicesindaco Santelli, un improvviso e devastante cambio di rotta anche su questo, con un mesto “de profundis” per questa orchestra così importante per Cosenza”.

Per i parlamentari pentastellati le notizie che si sono susseguite in questi giorni attestano il fallimento dell’amministrazione Occhiuto sulle politiche culturali. “Il Sindaco, il vicesindaco e assessore alla cultura, il dirigente alla cultura di palazzo dei Bruzi e la delegata alla cultura del primo cittadino si dovrebbero assumere le proprie responsabilità, insieme ad un governo regionale altrettanto assente su questi temi. Sappiamo che l’opera lirica è la più costosa da mettere in atto in un teatro ma quando si richiede di mettere in scena un’opera si deve fare anche con la consapevolezza che bisogna metterci delle risorse. L’impegno da parte del Governo è forte, in tal senso, ed è stato dimostrato con l’assegnazione dei fondi – concludono i 5 stelle – ma non può sopperire alla totale assenza di collaborazione da parte degli enti territoriali”.

Alessandro Melicchio, Michele Nitti, Bianca Laura Granato
Portavoce M5S alla Camera dei Deputati e al Senato della Repubblica

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